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DISPLASIA DELL'ANCA NEL CANE

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1 DISPLASIA DELL'ANCA NEL CANE il Sab Mar 16 2013, 18:01

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La displasia dell’anca (nota anche come CHD, acronimo dei termini inglesi Canine Hip Dysplasia) è la patologia ortopedica non traumatica del periodo dell’accrescimento di più frequente riscontro nel cane; consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale (anca) che si sviluppa durante la crescita del cane ed è caratterizzata da una mancanza di congruenza fra le superfici articolari della testa del femore e della cavità acetabolare che inevitabilmente conduce ad una degenerazione artrosica.

E' una patologia multifattoriale, ossia numerosi fattori, quali quelli genetici, ambientali e nutrizionali, entrano in gioco nel suo sviluppo ed in particolare nel determinarne la gravità. È necessario sottolineare l’importanza del fattore ereditario, in quanto le alterazioni strutturali della displasia dell’anca che stanno alla base del processo patologico sono innanzitutto da attribuire ad un difetto di origine genetica.
Componente genetica: La modalità di trasmissione ereditaria è determinata da numerosi geni e quindi è di tipo poligenico. La malattia può essere trasmessa da un genitore ad un discendente anche se il genitore non presenta displasia, perché portatore sano dei geni della malattia. La displasia, infatti, non si esprime in tutti i soggetti geneticamente colpiti, ma solo in una parte di loro. Il patrimonio genetico dei genitori può essere considerato libero da displasia non solo quando essi stessi non ne sono colpiti, ma quand’anche tutti i loro fratelli, sorelle, nonni e zii non sono risultati displasici. Pertanto, per conoscere se un soggetto non affetto da displasia è anche un riproduttore che non trasmette questa malattia nella sua discendenza, bisogna conoscere il suo pool genetico, valutando quindi tutta la sua parentela.

Componente ambientale: Nell'espressione dell’entità della patologia sono interessati anche importanti fattori ambientali quali l'alimentazione, il tipo e la quantità d’esercizio fisico, eventuali traumi e possibili malattie concomitanti. Questi fattori ambientali sono in grado di incidere sul grado della displasia, quindi sulla gravità dell’espressione della malattia, ma, in genere, non sulla presenza o l’assenza di quelle malformazioni che stanno alla base della displasia.

La malattia può essere diagnosticata al suo esordio, quando si rende evidente la sola incongruenza articolare e la lassità capsulare oppure quando i meccanismi patogenetici hanno già instaurato lesioni secondarie e degenerazione artrosica. Questa degenerazione non necessariamente si verifica nel cane adulto o anziano. Infatti si possono verificare situazioni gravi ed alterazioni invalidanti anche nel cucciolo. Questo denuncia come l’età non sia un fattore discriminante a priori.
Ci sono soggetti che tollerano il dolore cronico e che non manifestano una sintomatologia marcata proprio perché, essendo un processo lento, il cane impara a convivere con il suo fastidio, modulando il livello di attività, spostando i carichi suglle zampe anteriori e riposando spesso. Al contrario, quando l’HD si manifesta monolaterale o in forma acuta con grave sublussazione, sebbene non accompagnata da processi osteoatrosici, la sintomatologia è ben evidente. È però un errore considerare un soggetto non sintomatico come esente dalla patologia.
Da ciò si rende evidente come tutti i cani andrebbero sottoposti ad accertamento radiografico

La malattia è caratterizzata da una progressività delle lesioni che può essere così riassunta:
Prima fase: lassità dell'articolazione coxo-femorale
Seconda fase: degenerazione
Terza fase: deformità
Quarta fase: processo osteoartrosico.

Le alterazioni biomeccaniche dovute a lassità articolare e/o a malformazione dell’acetabolo si instaurano precocemente già dal secondo mese d’età provocando incongruenza tra la testa del femore e l’acetabolo; la sublussazione della testa femorale determina quindi un attrito eccessivo dei capi articolari con erosione della cartilagine di rivestimento ed attivazione dei mediatori dell’infiammazione, sinovite ed osteoartrite sfocianti in dolore cronico e disturbi della deambulazione nel soggetto colpito.

Poiché la displasia dell’anca è una malattia progressiva che si sviluppa durante la crescita scheletrica del cucciolo, la valutazione della condizione articolare delle anche durante l’accrescimento permette di intercettare la malattia nel suo sviluppo iniziale e di conoscere quindi in anticipo se il cane sarà o meno displasico. È quindi opportuno effettuare una diagnosi “preventiva” o precoce della displasia dell’anca nei cani in accrescimento, in età variabili in funzione dei metodi utilizzati e della gravità delle alterazioni articolari presenti.
Gli obiettivi della valutazione precoce della CHD sono innanzitutto di medicina preventiva, con la rilevazione dei primi segni di displasia dell’anca, la previsione del suo sviluppo e la possibilità d’intervento preventivo e tempestivo per ridurre o arrestare l’espressione della malattia, che non sempre vuol dire intervento chirurgico, ma anche e soprattutto attenta gestione del cane.
L’età alla quale effettuare la diagnosi precoce di CHD non è stabilita, come per la valutazione ufficiale, ma è in relazione alla validità delle metodologie diagnostiche applicate, all’esperienza clinica, alla razza del cane ed al grado di displasia presente. Per quanto la diagnosi precoce possa essere effettuata in ogni momento dell’accrescimento, per sfruttare al massimo la sua potenzialità preventiva essa deve essere eseguita non appena i mezzi d’indagine e la maturazione scheletrica permettono una diagnosi attendibile.
Sulla base dei dati disponibili in letteratura l’età di 14 settimane nei cani di taglia media e grande e l’età di 18 settimane nei cani di taglia gigante sono risultate essere le età minime per una diagnosi precoce altamente attendibile.

L’E.N.C.I. (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), cui è demandata la gestione del libro genealogico del cane di razza, ha regolamentato il controllo ufficiale della displasia dell’anca nelle varie razze canine adottando il relativo protocollo internazionale della F.C.I. (Federazione Cinologica Internazionale). Il protocollo per la displasia dell’anca stabilisce che il controllo ufficiale sia eseguito quando il cane ha raggiunto la maturità scheletrica (12 mesi per la maggior parte delle razze e 18 mesi per le razze di taglia gigante) e che il giudizio sul grado di displasia sia emesso da lettori ufficiali accreditati dall’ENCI stesso. Per la natura evolutiva della displasia dell’anca, la certificazione di esenzione o del suo grado può essere effettuata solamente dopo il raggiungimento della maturità scheletrica, mentre la certificazione della presenza della malattia può essere effettuata in ogni momento dello sviluppo scheletrico, in funzione del grado e della precocità della sua manifestazione.

Classificazione FCI della displasia dell’anca
Grado A: nessun segno di displasia dell'anca (HD 0 / HD -). La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita "eccellente" (A1).

Grado B: articolazione dell'anca quasi normale (HD 1 / HD +/-). La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell'acetabolo.

Grado C: leggera displasia dell'anca (HD 2 / HD +). La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo cranio laterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

Grado D: media displasia dell'anca (HD 3 / HD ++). Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.

Grado E: grave displasia dell'anca (HD 4 / HD +++). Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta, un angolo acetabolare secondo Norberg inferiore a 90°, un evidente appiattimento del marg ine acetabolare craniale e deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi.

Per ricevere il Timbro di Esenzione da Displasia sul Certificato di Origine (Pedigree), l'esame radiografico deve essere effettuato da Veterinari abilitati che si trovano su tutto il territorio italiano. Costoro invieranno le lastre alla rispettiva Centrale di Lettura Ufficiale, presso Cremona per la FSA e presso Ferrara per Ce.Le,Ma.sche. Deve essere eseguita a sviluppo osseo conseguito (dopo l'anno di età) in anestesia generale per ottenere il massimo rilassamento muscolare con il corretto posizionamento (dorso-vertebrale) del soggetto.



(Dott.A. Vezzoni - modificato)

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