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La cucciolata presa sul serio – parte terza: l’accoppiamento

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Come effettuare l’accoppiamento?
Dipende.
Quello descritto dai libri è sempre molto bucolico, semplice e lineare: si prende la femminuccia e la si porta a casa del maschio (MAI viceversa, perché il maschio deve sentirsi dominante sulla femmina e potrebbe non “osare”, per pura educazione canina, qualora si trovasse nel territorio di lei e non nel proprio), dopodiché si “lascia fare alla natura”.
In realtà questo è possibile – entro certi limiti – solo con le razze (o non razze) più vicine al modello selvaggio: mentre le cose cambiano qualora di abbia a che fare con cani molto “pasticciati” dall’uomo.
Non è corretto, in realtà, dire che questi cani “non sanno più accoppiarsi naturalmente”: loro ne avrebbero tutte le migliori intenzioni!
Però, per esempio, nel bulldog il maschio è così massiccio che la femmina non riesce a reggere il suo peso, e “crolla” quasi sempre durante la monta, con possibili traumi: per questo si sceglie quasi sempre la riproduzione artificiale, che comporta meno problemi.
Cani che “non sapessero più accoppiarsi” sarebbero cani sprovvisti di libido, che in questo caso si estinguerebbero (farei notare che il seme maschile per la fecondazione artificiale non si produce ancora in laboratorio…proviene sempre e solo dal cane maschio. Ed evito di spiegare il “come”, perché presumo che ci si possa arrivare da soli, risparmiandomi così nuove visite al sito da parte di gente che tutta a posto con la testa non è).

Nel caso in cui si scegliesse l’inseminazione artificiale, avrei poco da dirvi: farà tutto il veterinario. L’unica cosa che posso dire è che ci sono veterinari bravissimi, che “non sbagliano un colpo” o quasi, ed altri che invece hanno risultati statisticamente meno favorevoli: il passaparola, di solito, aiuta ad individuare i migliori.

Se invece vogliamo fare un accoppiamento naturale… vediamo che succede, andando per ordine:

A – Innanzitutto occorre che la femmina sia pronta ad accettare il maschio, ovvero che stia ovulando. Se i due cani vivono insieme, o abitano a poca distanza l’uno dall’altro, basta farli incontrare ogni giorno, più o meno a partire dal 12° giorno di calore della femmina, e saranno loro a decidere quand’è il momento giusto: se però dobbiamo fare duemila chilometri per andare a prendere la monta dal maschio che ci interessa e che sta a casa di Dio, “lasciar fare alla natura” potrebbe comportare una vacanza di una settimana – o anche più – magari in un paese straniero, vivendo in hotel con la nostra cagna e sperando che il giorno giusto arrivi alla svelta, perché siamo sulle spese. Dopodiché i cuccioli dovremmo venderli a millemila euro solo per rifarci di questo salasso, e la cosa è decisamente poco pratica.
Che si fa, allora?
Si fa un bello striscio vaginale (esame citologico delle cellule vaginali esfoliate), seguito, se è il caso, dall’esame dei livelli sierici del progesterone: sarà il vostro veterinario a darvi maggiori spiegazioni. Io vi dico solo che il primo esame consta semplicemente nel prelievo, con un tampone, delle cellule della parete vaginale, che vengono poi osservate al microscopio (quindi niente di invasivo, né di particolarmente costoso), mentre il secondo è una normalissima analisi del sangue ed un po’ più costosa… ma mai quanto una settimana in albergo in Germania o in Finlandia.
Poi, per carità: difficilmente la Sciuramaria se ne andrà in Finlandia a far coprire il cane… ma se ha una femmina appartenente a una razza rara, per esempio, potrebbe esserci costretta: e anche se non è la Finlandia ma Milano o Roma, stare in giro in albergo costa.
Comunque: lo striscio ci permette di sapere quando la cagna sta per finire il proestro ed entrare in estro.
L’esame del progesterone ci dice invece quando avviene l’ovulazione, perché in quel momento raggiunge un livello di 7-8 nanogrammi/ml.
E come si fa a partire per la Finlandia in quel momento, ci si chiederà?
Si può, perché dal momento dell’ovulazione a quello in cui gli ovuli diventano fecondabili passano 36-48 ore (il tempo necessario perché gli ovuli migrino dalle ovaie alle tube di Fallopio, dove incontreranno gli spermatozoi).
Se siamo “arrivati lunghi” e il progesterone è già a 10-12 ng/ml avremo meno tempo, perché l’accoppiamento va effettuato dopo 24 ore; se è superiore ai 18 ng/ml, non faremo in tempo ad arrivare in Filandia (ma a Milano magari sì), perché bisogna portare la cagna al maschio in giornata.
Specie se è stata appunto programmata una monta a grande distanza da casa, l’esame del progesterone si può ripetere più volte (di solito due) per avere “tempi di manovra” sufficientemente ampi.

B – eccoci all’incontro fatidico, con la cagna pronta e disponibile.
Ora bisogna vedere se è pronto e disponibile anche il maschio: o meglio…disponibile lo sarà, eccome: ma bisogna vedere se è in grado di fare il suo “dovere”.
Voi penserete “sicuramente sì, a meno che non sia gay!”.
Invece è: “molto spesso no, se è un cane giovane e alla prima esperienza”…quindi, se avete davvero in mente la Finlandia o giù di lì, spero che abbiate scelto un cane maturo ed esperto.
Nel caso di un allevatore che va a coprire dal grande campione, lo sarà quasi sicuramente: i grandi campioni fanno tante monte, e soprattutto vengono scelti non solo per la propria bellezza/bravura, ma anche in base a quella dei loro figli. Quindi, per forza di cose, debbono aver già fatto esperienze.
Nel caso della Sciuramaria con la cagnetta di razza rara, potremmo invece trovarci di fronte a un novellino: ci vorrà un po’ più di pazienza e potrebbe servire un piccolo aiuto.
In ogni caso, se vogliamo fare una monta più naturale possibile (che caldamente consiglio, quando la tipologia dei cani lo permette), dovremo aspettarci una danza di corteggiamento più o meno lunga (a volte moooolto lunga: portate pazienza!) durante la quale i cani si annusano, giocano, saltano, corrono, fanno gli scemi. Non è proprio una danza come quella della foto sopra a sinistra, ma ci picchia vicino.

Durante questa “danza” il maschio farà due o tre tentativi quasi “scherzosi” di montare la femmina, scendendo subito dopo: non preoccupatevi e non pensate subito che sia imbranato o incapace. E’ normale che faccia così per capire se lei ci sta o no.
Se la cagna, di fronte a questi tentativi, si immobilizza e sposta la coda di lato, significa “via libera”.
Se si siede, può significare due cose: o “Giochiamo ancora un po’, non sono ancora proprio sicura che tu sia il mio tipo”, oppure “Non sono poi così pronta, forse è meglio se ripassi domani”.
Se la cagna si ribella violentemente e cerca di mordere il maschio, può significare:
a) che è una bisbetica da domare (e qui servirà un maschio capace di tirar fuori gli attributi – proprio letteralmente – e di dominarla);
b) che avete buttato i soldi dal veterinario, perché ha sbagliato il conteggio del progesterone.
Poiché negli ultimi tempi gli esami sono diventati molto affidabili, è decisamente più frequente il caso a): e qui bisogna capire se il maschio è in grado di gestire la situazione, perché se così non fosse non rimarrebbe che prendere il guinzaglio e tener ferma la sciura bisbetica.
Si dirà: “EHHHHHHHHHHHHH… ma non è naturaleeeeee!”
No, non lo è: ma di solito non è naturale neanche il motivo per cui la cagna si comporta così.
Le bisbetiche, infatti, sono MOLTO spesso cagne iper-viziate, stracoccolate, trattate come regine-della-casa, che non accettano nessun gesto di dominanza (e la monta è “il” gesto di dominanza per antonomasia): insomma, sono diventate bistetiche per colpa degli umani, perché se fossero vissute in un branco si lascerebbero coprire senza tante storie… quindi tocca sempre all’uomo rimediare, tenendole fermine e buone.
NOTA: Personalmente sono contrarissima a tenere ferma la femmina “a prescindere”, solo per far più presto (cosa che accade in moltissimi allevamenti): il rito del corteggiamento è una parte importante della sessualità, anche per i cani.
Non si deve antropomorfizzare, lo so…ma personalmente preferisco accoppiarmi dopo un bel po’ di coccole piuttosto che essere legata a un letto e violentata: e sono abbastanza certa che anche la cagna abbia le stesse preferenze. Più tecnicamente: cagne “forzate” ad accettare l’accoppiamento senza un minimo di corteggiamento prelimininare sono diventate sempre più restie e in alcuni casi mordaci (e a mio parere, con ragione).
Tenere ferma la cagna è anche il sistema migliore per aiutare i maschi imbranati (ovvero, un buon 50% di quelli alla prima esperienza, tanto arrapati da non capire letteralmente più nulla: infatti è frequentissimo che cerchino di montare dalla parte della testa, o che si sfreghino entusiasticamente su una coscia della cagna, o che facciano il nodo fuori…o altre duemila cose buffe e anche tenere, ma che difficilmente produrranno una cucciolata).
Si può – tecnicamente – anche aiutare il maschio in senso più letterale, coadiuvandolo nella penetrazione: ma questa è una cosa riservata agli esperti, perché i tentativi fatti dalla Sciuramaria solitamente producono sguardi MOLTO perplessi, una confusione ancora maggiore nel maschio e nessun risultato pratico. Quindi: se siete in casa di un allevatore e lui sa come fare, lasciatelo fare.
Altrimenti, meglio lasciar perdere.

C - arrivati – in un modo o nell’altro – alla penetrazionela cagna può reagire in diversi modi, che vanno dal restare ferma e tranquilla al mettersi a urlare come una cagna sgozzata (molte lo fanno alla prima esperienza, altre lo fanno OGNI santa volta), tentando di ribellarsi e di fuggire.
Per questo motivo, non potendo sapere in anticipo quale sarà la reazione della femmina, una volta effettuata la penetrazione i cani andranno SEMPRE tenuti, a meno che non siano entrambi esperti, nel qual caso li si può anche lasciare liberi (però bisogna restare nelle vicinanze, sempre pronti ad intervenire).
Questo perché il coito vero e proprio dura, in effetti, pochi secondi…ma subito dopo si forma il famoso “nodo”, ovvero un inturgidimento della base del pene che serve ad impedire che i cani si stacchino: infatti l’eiaculazione nel cane dura per parecchi minuti, e se i cani si dividessero subito (come avrebbero tutte le intenzioni di fare, se solo potessero) la maggior parte degli spermatozoi andrebbe dispersa. Dunque, i cani “restano attaccati”, come si suol dire: il maschio smonta, si gira e i due attendono che il bulbo si sgonfi, cosa che può accadere dopo dieci minuti, ma anche dopo mezz’ora o addirittura tre quarti d’ora.
Anche in questo caso, non si può fare altro che aspettare.
I cani vanno tenuti perché, specie se sono alle prime esperienze, non sono affatto felici di ritrovarsi “agganciati” l’uno all’altro: quindi potrebbero tentare di liberarsi (specie la femmina, e specie se ha sentito male): se i tentativi sono particolarmente violenti può addirittura succedere che nel maschio si rompa l’osso penieno (perché il pene del cane ha al suo interno un sottile ossicino), frattura dolorosissima che può causare anche la lacerazione dell’uretra.
Ergo: un umano per parte a tenere le due teste, un po’ di coccole e di parole rassicuranti e, come già detto un po’ di pazienza.
Consiglio MOLTO tecnico: portatevi due seggioline da campeggio. Quando sarete impegnati da mezz’oretta a tenere la testa del vostro cane, la vostra schiena mi ringrazierà.

D – una volta terminata l’eiaculazione, il bulbo si sgonfia, il nodo di scoglie ed entrambi i cani passeranno i minuti successivi a leccarsi le parti interessate. A questo punto non serve più tenerli: lasciateli fare.
La maggior parte degli allevatori suggerisce di mettere subito “via” la cagna, chiudendola in macchina o nel vari-kennel, per timore che parte del liquido seminale possa colare via. Personalmente non l’ho mai fatto, anzi ho sempre lasciato che i cani, una volta terminata la “seduta igienica”, tornassero tranquillamente a giocare: e non mi pare di aver avuto risultati peggiori di altri allevatori che invece si precipitano a rinchiudere le cagne (per non parlare di qualche fanatico che le tiene pure “a carriola”, tenendo sollevato il posteriore per qualche minuto, cosa che mi sembra davvero eccessiva).

E – a questo punto non resta che aspettare…e sperare. Non abbiamo modo di sapere subito se la cagna è rimasta incinta o meno: potremo saperlo un po’ più avanti, ma di questo parleremo nella prossima puntata, dedicata appunto alla gravidanza.

ALCUNE NOTERELLE AGGIUNTIVE:
1 – striscio, progesterone eccetera sono sempre consigliabili, specie quando si fanno monte lontano da casa… ma se avete un maschio molto esperto, spesso sarà più affidabile lui di tutti i laboratori del mondo.

2 – a me è capitato due volte nella vita (ma ho sentito esperienze analoghe di altri allevatori) che un maschio – sempre lo stesso, peraltro – guardasse in faccia la femmina con un fumetto che diceva qualcosa tipo: “Ma quanto sei brutta, non mi piaci proprio”, e che rifiutasse di coprirla.
Lo dico solo per far presente che l’attrazione sessuale (e il suo contrario) pare proprio che esistano anche nella specie canina.
Se il maschio rifiuta una monta, non è affatto detto che non sia interessato alla cosa in assoluto: il maschio di cui parlavo sopra ha avuto una sessantina di figli in vita sua, quindi non potrei certo accusarlo di “impotenza”. Però, con quelle due cagne lì, non c’è stato niente da fare.
Personalmente sono dell’avviso che, quando manca così palesemente il feeling, sia meglio lasciar perdere: non possiamo saperlo con certezza, ma può anche darsi che il maschio “senta”, in qualche modo, che la cagna ha qualcosa che non va.

3 – l’accoppiamento va ripetuto o no? Di solito se ne fanno due, per andare “più sul sicuro”: ma in realtà, se la cagna è pronta e disponibile, una monta è quasi sempre sufficiente a garantire la gravidanza.

4 – in alcuni casi il cane fa il nodo fuori dalla vagina, quindi l’accoppiamento dura solo per i pochi secondi iniziali perché i cani non restano attaccati. In questo caso è consigliabile ripeterlo, anche se non è affatto raro che la monta, anche col nodo fuori, vada a buon fine (e se l’accoppiamento non era programmato e voluto, potete quasi contarci).

5 – l’abbiamo già detto nell’articolo precedente, ma ripetiamo perché è importante: il fatto che la cagna sia stata coperta NON garantisce l’immediata fine dell’ovulazione. Continuate a tenerla sotto controllo almeno per un’altra settimana, per evitare il rischio di ulteriori monte da maschi non desiderati (e di possibili cucciolate figlie di due padri diversi).

da Ti presento il cane

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