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La cucciolata presa sul serio: sesta ed ultima parte – le prime settimane di vita

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Sono nati, è andato tutto bene, siamo “nonni”! E adesso?
Adesso potremmo teoricamente tirare il fiato e “lasciar fare alla natura”, come si suol dire.
Però…non del tutto: anche perché la natura, non dimentichiamolo mai, pensa SOLO alla conservazione della specie e mai a quella del singolo individuo.
A quella dovremo badare noi, il che significa che dovremo controllare che tutti i cuccioli abbiano le stesse possibilità di alimentarsi, scaldarsi, crescere…e se qualcuno sembra “rimanere indietro”, dovremo decidere se e come aiutarlo.
A questo proposito ci sono linee di pensiero diverse: qualcuno pensa che sui neonati sia giusta la selezione naturale, e che eventuali cuccioli trascurati dalla madre, o accuditi come gli altri, ma ugualmente in difficoltà, vadano “lasciati andare” perché comunque saranno soggetti problematici ed incapaci di vivere una vita piena e felice.
Personalmente sono…non contraria: DI PIU’! Trovo che questa visione non sia naturalista, ma nazista: e che non abbia alcun significato pratico, perché ho visto moltissimi cuccioli che avevano inizialmente qualche problema diventare cani sanissimi, bellissimi e felicissimi.
Quindi, per favore, non facciamo le carogne: anche i bambini umani, a volte, hanno qualche difficoltà alla nascita… ma mica li “lasciamo andare”, magari aiutandoli ad accelerare l’andata! Visto che la scienza ci ha fornito i mezzi per sopperire alle lacune di Madre Natura, usiamo tutti quelli che abbiamo a disposizione e non facciamoci troppe paranoie naturalistiche.
Una cosa che non pensavo di sentire mai più – perché è una roba da medioevo – e che invece ho scoperto essere stata detta poco tempo fa, ad un convegno pubblico, addirittura da un veterinario (!!!), è il consiglio di sopprimere i cuccioli “in sovrannumero”.
Ovvero: la cagna ha otto mammelle, se nascono più di otto cuccioli, quelli “di troppo” è meglio farli fuori.
Che è come dire: una donna ha due seni, se per caso le nascono tre gemelli bisogna affogarne uno.
Ma STIAMO SCHERZANDO?

Intanto non è vero che la cagna ha otto mammelle: ne ha quasi sempre dieci. E’ vero, invece, che due sono spesso atrofizzate, o meno funzionali delle altre: però è anche vero che i cuccioli sono capacissimi di “darsi il cambio” e che, se la cagna ha una lattazione sufficiente, può farcela benissimo a tirarne su anche 14 o 15 da sola.
SE però non dovesse farcela, esistono mille alternative possibili: si può trovare una balia (e se un tempo questa poteva essere una difficoltà, oggi c’è Internet a darci una mano grossa come una casa), ma soprattutto si ci possono rimboccare le maniche e aiutare la cagna con un paio di poppate artificiali da aggiungere a quelle naturali.
Sopprimere dei cuccioli sani perché “sono troppi” è una cosa da CRIMINALI, qui lo dico e qui lo ripeto e spero proprio che il messaggio arrivi forte e chiaro a tutti.
Ovviamente, se qualche cucciolo avesse gravi problemi di salute,come nel caso delle malattie congenite, il discorso sarebbe diverso: si dovrà valutare con il veterinario se davvero valga la pena di tentare di salvarlo, o se il cucciolo abbia di fronte prospettive talmente limitate che è meglio arrendersi. Però, quando si tratta di cuccioli sostanzialmente sani, solo un po’ “sottotono” perché magari hanno faticato più degli altri per venire alla luce o hanno avuto un po’ di sofferenza fetale, l’ idea della “selezione naturale” mi fa letteralmente rabbrividire (specialmente perché io stessa sono il prodotto di un parto difficile, con sofferenza fetale e neonatale. Secondo certe mentalità, se fossi stata un cane, avrei dovuto essere lasciata schiattare serenamente. E un bel vaffanculo ce lo vogliamo mettere?).

Dunque, subito dopo la nascita, una volta terminate le fasi più concitate di taglio cordoni, asciugatura, prima poppata, controlliamo attentamente il biotono dei piccoli, che consiste in pratica nella loro capacità di “affrontare la vita” neonatale in modo efficace. Il cucciolo deve essere in grado di puntellarsi sui posteriori, di sollevare la testa e di oscillarla a destra e sinistra, tutti movimenti che gli consentono di arrivare alle mammelle a cui dovrà essere in grado di attaccarsi con forza, succhiando avidamente. Se vogliamo essere proprio super-scientifici possiamo anche mettere il cucciolo sulla schiena e vedere quando impiega a rigirarsi sulla pancia
Personalmente ho sempre valutato il biotono durante la prima pesatura dei cuccioli, altro elemento importante: poiché le reazioni del cucciolo sono innate e non sono una risposta a un qualsivoglia stimolo, i piccoli sulla bilancia eseguiranno gli stessi movimenti che farebbero nella cuccia insieme ai fratelli. Solo che sulla bilancia ci sale un cucciolo alla volta e quindi possiamo osservarli meglio.
Quando pesare i cuccioli? Appena sono perfettamente asciutti. L’operazione non richiede più di una decina di secondi, quindi non muore nessuno se viene staccato dalla mammella e deposto sulla bilancia per qualche attimo: magari si incavola e mugugna, questo sì. Però non gli succede niente (anzi, se si incavola e frigna con molta intensità significa che il suo biotono è molto buono).
La valutazione del biotono è identica per tutte le razze: valore 1 se il cucciolo è molto vitale, se spinge prepotentemente con i piedini, se riesce ad alzare bene la testa e anche il torace, se oscilla la testa da una parte all’altra e mostra di sapere effettuare a meraviglia il movimento di suzione (che farà anche “a vuoto”, quasi sempre, sulla bilancia: se non dovesse farlo, lo valuterete quando lo rimetterete con la mamma).
Valore 0 se il cucciolo è più lento, ma esegue ugualmente tutti i movimenti. Siamo ancora in una situazione di normalità.
Valore -1 se il cucciolo si mostra apatico e poco vitale: questo andrà sicuramente aiutato, quindi va immediatamente identificato (nessun problema se i cuccioli hanno mantelli diversi l’uno dall’altro: ma se fossero, per esempio, tutti bianchi o tutti neri dovremo provvedere con un filo di lana colorata da mettere intorno al collo. Oppure rasando una piccola porzione di pelo in modo da creare una specie di “tatuaggio” identificativo).
Valori inferiori a -1 corrispondono a cuccioli con poche speranze di sopravvivenza: si può tentare di aiutarli con ogni mezzo a disposizione, ma le possibilità di salvarli purtroppo non saranno molto elevate.

Per quanto riguarda il peso, ovviamente, non posso darvi una “media” perché dipende tutto dalla razza (o dalle dimensioni, se si tratta di cuccioli fantasia).
Posso dirvi, invece, quando pesare i piccoli: alla nascita (appena sono asciutti), dopo 12 ore, dopo 24 e dopo 36 ore.
In seguito una pesata al giorno sarà sufficiente (e si può anche saltare qualche giorno qua e là, che non succede nulla).
Dopo la prima settimana io solitamente smetto di pesare i cuccioli ogni giorno e controllo il peso solo saltuariamente, a meno che non ci sia qualche soggetto da tenere sotto particolare controllo.
ATTENZIONE: il peso dopo 12 ore sarà quasi sicuramente inferiore al peso alla nascita: è il “calo fisiologico” presente anche nei neonati umani, normalissimo. Non c’è nulla di che preoccuparsi.
A 24 ore il peso dovrebbe tornare all’incirca uguale a quello alla nascita (o superarlo leggermente), dopodiché deve cominciare a salire.
Se non lo fa, c’è qualcosa che non funziona: il cucciolo che non acquista peso va visitato quanto prima dal veterinario.
Le variazioni tra i diversi fratelli dovrebbero essere, alla nascita, del 5-6% circa. Se un cucciolo è più leggero di oltre il 20%, va controllato dal veterinario per capirne il motivo.
In generale è meglio non limitarsi all’osservazione del peso, ma valutare insieme peso e biotono: cuccioli anche sensibilmente più piccoli dei fratelli, ma con biotono alto, solitamente recuperano in fretta. Cuccioli “belli cicciotti”, ma con biotono scarso, finiranno quasi sempre per restare indietro nello sviluppo.

C’è qualcosa che si può fare per migliorare il biotono dei piccoli?
In realtà no, perché il biotono è il frutto della “forza” genetica che hanno ricevuto dai genitori.
Una cucciolata con biotono elevato dovrebbe suggerirci l’opportunità di ripetere quell’accoppiamento: viceversa, una con biotono scarso dovrebbe farci pensare che sia meglio cambiare i partner la prossima volta. E questo assolutamente al di là di “come verranno” i cuccioli da grandi, perché cani bellissimi e vincentissimi, ma dotati di un patrimonio genetico debole (che è messo in clamorosa evidenza dal biotono dei cuccioli), NON dovrebbero essere il fine di un buon allevatore. Ovviamente so benissimo che parlo al vento e che nessuno mi filerà di striscio, però io l’ho detto lo stesso.
Mi piacerebbe sapere (ma non lo so) se i programmi di stimolazione precoce dei cuccioli (Biosensor, Senso puppy), quando iniziano fin dalla pancia della mamma, possono influenzare il biotono alla nascita. Mi farebbe piacere se qualche allevatore che l’ha sperimentato mi riferisse le sue impressioni.
Di sicuro, i programmi di stimolazione fanno miracoli dalla nascita in poi, quindi consiglio caldamente a tutti di seguirne uno.
Non sto a ripetere qui di cosa si tratti, ma vi rimando agli articoli sul Senso puppy, prima e seconda parte. Dopo aver visto con i miei occhi i risultati, e aver parlato con gli allevatori che seguono questo programma, posso solo dirvi: fatelo, fatelo, FATELO.
Non “ad capocchiam”, possibilmente, ma dopo aver seguito un corso (magari prima che arrivi la cucciolata): però fatelo, perché ne vale assolutamente la pena se si vogliono crescere cuccioli più intelligenti e più sicuri di sé.
Anche se non doveste essere interessati ad un programma di super-stimolazione, però, ricordate almeno di sottoporre i cuccioli agli stimoli “normali”: il che potrebbe sembrare lapalissiano, se non sentissi ancora dire, fin troppo spesso, che la cucciolata “va lasciata tranquilla”, “non va toccata”, “va lasciata in pace” e così via.
Assolutamente NO! La cucciolata va maneggiata, manipolata, pastrugnata: senza esagerare, ovvio, e prendendo le giuste precauzioni dal punto di vista igienico (non si devono far entrare in sala parto estranei, è meglio indossare sovrascarpe usa e getta e così via, per evitare di portare dall’esterno virus, batteri e quant’altro possa danneggiare i piccoli).
Però, anche qui, non è il caso di esagerare: un po’ come i bambini umani, dopo i primissimi giorni di vita in cui l’ambiente dev’essere il più sterile possibile, anche i cuccioli devono cominciare a costruirsi le proprie difese immunitarie.
Se una cucciolata di 30 giorni viene tenuta in un ambiente totalmente asettico, e se l’allevatore, prima di far entrare qualcuno, pretende che passi in un’autoclave come gli scienziati che lavorano sul virus dell’Ebola… embe’, quei cuccioli rischieranno (proprio come i bambini tenuti sotto la classica campana di vetro) di beccarsi tutte le malattie del mondo non appena mettono il muso fuori dalla cuccia.
Insomma, igiene sì, ma con un po’ di buon senso: nessun anticorpo potrà mai formarsi se l’organismo non ha mai modo di incontrare un antigene!
Dal punto di vista psichico, infine, ricordiamo che la mancanza di stimoli (deprivazione sensoriale) può causare deficit molto seri, e talora permanenti, nell’adulto. In realtà una grandissima parte dei problemi comportamentali nei cani adulti è dovuta proprio ad errori commessi nella primissima infanzia: un tipico esempio sono i cani provenienti dai “cucciolifici” dell’Est, sottratti precocemente alle cure materne e imbarcati su furgoni e camion che li portano verso i vari commercianti cagnari: questi cuccioli sono quasi sempre vittime di una deprivazione sensoriale perché passano giornate intere stivati in gabbie, senza contatti con l’uomo, senza stimoli, senza possibilità di ricevere imprinting né impregnazione né socializzazione. E spesso, da adulti, diventano soggetti aggressivi e mordaci, o timidi in modo patologico.
Per quanto riguarda lo sviluppo psicofisico del cucciolo, vi rimando a questo articolo in cui sono elencati tutti i “tempi canini” partendo proprio dalla nascita.

COSA FANNO I CUCCIOLI APPENA NATI
Esattamente la stessa cosa che fanno tutti i neonati del mondo: mangiano, dormono, pisciano, cagano.
Per diversi giorni voi non vi accorgerete quasi delle parti 3 e 4: infatti la mamma pulisce tutto al volo, non dà neppure ai cuccioli il tempo di sporcare la cuccia (in realtà la mamma stimola proprio la produzione di pipì e cacca leccando la pancina del cucciolo, e le deiezioni le “intercetta” prima ancora che tocchino terra). Dal trentesimo giorno in poi la mamma dice “ok, mo’ basta”, e avrete l’impressione che i cuccioli non facciano ALTRO che dedicarsi ai punti 3 e 4. Quindi ci sarà da pulire, e non poco! Un substrato adatto e facile da eliminare/sostituire agevolerà il vostro compito.
Al punto “mangiare”, per i primi 20 giorni circa, pensa solo la mamma: la latteria è sempre aperta e disponibile e i cuccioli vi si accostano più o meno ogni due ore. Nel disgraziato caso in cui i cuccioli restassero orfani, questi sono i ritmi che dovrete tenere anche voi per allattare i piccoli artificialmente. Sempre in questo malaugurato caso, ricordiamo che se i cuccioli non avessero preso il colostro (che è il latte particolare secreto nelle prime 36-48 ore dopo il parto) non avrebbero ricevuto neppure gli anticorpi materni e quindi non avrebbero alcuna difesa contro gli agenti esterni. In questo caso (e SOLO in questo caso) non vale più quanto detto sopra: i cuccioli, per avere qualche possibilità, dovranno vivere davvero in un ambiente più asettico possibile.
Per quanto riguarda il “dormire”, questa è indubbiamente l’attività principale dei neonati: occupa il 95% del loro tempo. E? interessante sapere che il sonno neonatale è, per la quasi totalità del tempo, sonno REM (quello durante il quale gli occhi si muovono rapidamente – il nome deriva proprio da questo: REM significa Rapid Eye Movement), che è un sonno profondo durante il quale si manifestano sogni.
Durante la fase REM si assiste ad un incremento dell’attività cerebrale e recenti studi hanno dimostrato che i neonati “utilizzano” proprio i lunghi periodi di sonno per la maturazione del proprio sistema nervoso. Se ne vengono privati soffriranno di turbe comportamentali.
Un particolare simpatico da osservare è il fatto che i cuccioli facciano tutto contemporaneamente: dormono tutti, poi nel giro di pochi secoldi si svegliano tutti e partono all’assalto della latteria. Sembrerebbe che comunicassero tra loro, ma non è così: i neonati sono totalmente egocentrici ed inconsapevoli dell’esistenza dei fratellini, almeno per un paio di settimane. Il risveglio “generale” di tutti i cuccioli contemporaneamente è dovuto semplicemente al fatto che il primo che si sveglia, muovendosi e cercando di raggiungere la mamma, rompe le scatole agli altri e quindi sveglia anche loro. Il motivo per cui dormono tutti ammucchiati, invece, è una semplice ricerca di calore.

Ed ora occupiamoci di svezzamento, sverminazioni e vaccinazioni, che sono i compiti più “tecnici” dell’allevatore (inteso, ricordiamolo, come proprietario della cagna che ha avuto i cuccioli, e non come professionista).
Anzi, prima ancora… DLIN DLON: AVVERTENZA per i proprietari di cani di razza!
Vi siete ricordati di consegnare all’ENCI il Modello A per l’iscrizione della cucciolata? Se vi siete persi nell’osservazione estasiata dei vostri cuccioli, ripijatevi: avete solo 25 giorni di tempo! (e 90 per la presentazione del modello B).


SVEZZAMENTO

Curiosamente, in quasi tutti i libri e gli articoli che trovo su questo tema, si parla di svezzamento a partire dal 30° giorno circa.
Penso che tutte le cagne del mondo commenterebbero: “Ahooooo! Ma dateci una mano un po’ prima, no? Che questi ci succhiano via anche l’anima!”
Non so se valga per tutte le razze e tutte le taglie (non vorrei dire bestialità, visto che non ho allevato tutti i cani del mondo!), quindi prendetelo per buono solo per i cani di taglia media (e se qualche allevatore di taglie diverse vuole aggiungere la propria esperienza in merito, ben venga!): ma io ho sempre cominciato a far assaggiare la pappa solida ai cuccioli intorno al 21° giorno. E l’assaggio è sempre stato mooooolto gradito!
Ovviamente, per “solido”, intendo “omogeneizzato” o comunque pappa sbergnaccatissima, al limite tra il solido e il liquido.
Con iniziale somministrazione “via dito”: insomma, si deve pucciare l’indice nell’omogeneizzato e metterlo davanti al musino del cucciolo. Se non parte subito all’attacco, gliene spalmeremo un pochino sulle labbra.
Appena lui lecca, è garantito che parte all’attacco (non preoccupatevi: non ha ancora i denti! O meglio, cominciano già a spuntare, ma non pungono ancora. Però ciuccia con una forza tale che avrete l’impressione di aver infilato il dito in una mini-morsa).
Nel giro di una settimana (anche meno, a volte) dal ciucciadito si potrà passare al piattino, sul quale i cuccioli si avventeranno ricoprendosi com-ple-ta-men-te di pappa: ma subito dopo (a piattino finito) si metteranno a leccarselo via l’un l’altro, e dove non arriveranno loro arriverà la mamma. Quindi l’impressione della cucciolata uscita da una lotta nel fango durerà abbastanza poco. In compenso i cuccioli resteranno mostruosamente appiccicaticci, quindi si può passare una salvietta per neonati sul pelo: serve anche a cominciare ad abituarli alle future operazioni di toelettatura!
Gli omogeneizzati specifici per cani si trovano in tutti i pet shop: però vanno bene anche quelli per umanini, alla carne o al pollo.
A partire dal 30° giorno si può già passare al mangime (di tipo “starter”, per mini-cuccioli). Il numero dei pasti solidi e la quantità dipendono ovviamente dalla taglia e dal peso dei cuccioli: per cani di media taglia come i miei io davo inizialmente due pasti solidi al giorno (dal 21° al 25° circa), poi tre pasti fino ai 45 giorni, poi quattro perchè al 45° giorno circa la mamma comincia ad essere stufa di allattare (anche perché adesso i denti si sentono, eccome!) e quindi chiude la latteria. Da quel momento l’alimentazione dipende solo da noi.
Una nota che potrebbe sembrare superflua… ma l’esperienza mi dice che così non è: ricordatevi che i cuccioli, a partire dai 30 giorni circa, hanno bisogno anche di bere acqua!
Prima no, perché la frazione liquida del latte sopperisce perfettamente a questa esigenza, ma dopo sì!
Prima dei 40 giorni i pasti aggiuntivi da svezzamento servono soprattutto ad alleggerire le fatiche della mamma e ad abituare i piccoli al gusto e alla consistenza del cibo solido: però sono appunto “aggiuntivi”, e non certo “sostitutivi”. Fino ai 35-40 giorni, la pappa principale è ancora il latte materno e tutto sommato è abbastanza ininfluente anche la qualità di ciò che somministriamo in aggiunta (pregasi non fraintendere: non è che possiamo dare ai cuccioli delle porcate. Però possiamo scegliere tra omogeneizzato, carne tritata finissima, mangime bagnato e ridotto a poltiglia…insomma, cambia poco). A partire dai 40 giorni, invece, l’alimentazione principale diventa la “nostra”, e il latte – sempre se la mamma è una santa ed è ancora disponibile – diventa invece il “contentino” aggiuntivo. Quindi, in questo momento, la qualità della pappa diventa essenziale.
Dopo i 45 giorni e fino ai due mesi, età in cui normalmente i cuccioli vengono ceduti, è bene mantenere i quattro pasti: dopo i 60 giorni possono essere riportati a tre, però un po’ più consistenti.

SVERMINAZIONI
Su questo tema ci sono pareri contrastanti, anche tra i veterinari: chi consiglia di cominciare a 20 giorni, chi a 40, chi addirittura a 50.
Io sono sempre stata sul precoce (22-23 giorni), ma non è detto che abbia ragione io.
L’importante, comunque, è che i cuccioli vengano sverminati almeno una settimana prima della prima vaccinazione: e vanno sverminati anche se siamo sicurissimi che la mamma non abbia ombra di parassiti intestinali, perché i cuccioli quasi certamente li avranno: le larve degli ascaridi possono rimanere inattive per secoli nell’intestino della cagna (che quindi sembrerà del tutto esente da parassiti), ma sono proprio gli ormoni della gravidanza a “risvegliarle” e quindi a causare l’ infestazione dei piccoli.
NON DIMENTICATE la sverminazione, per carità. Nei neonati i parassiti intestinali possono causare problemi gravissimi, addirittura letali.

VACCINAZIONI
I cuccioli devono essere vaccinati contro le malattie virali più comuni dei cuccioli (Parvovirosi-Cimurro-Epatite-Parainfluenza-Leptospirosi ecc.): lo schema vaccinale lo stabilirà il vostro veterinario di fiducia, anche perché ognuno ha il suo ed io preferisco non metterci becco. Una sola, però, voglio dire: NON vaccinate troppo presto.
I cosiddetti vaccini “puppy”, da fare a 40 giorni, non servono assolutamente a NIENTE se la cucciolata è nata da una madre regolarmente vaccinata e se è stato assunto il colostro. Posso servire in caso di cucciolate orfane, o abbandonate…ma non per una cucciolata allevata in condizioni ottimali.

E’ tutto? Ovviamente no… di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte, anche in generale, senza contare tutti i casi particolari. Però diciamo che in queste sei puntate abbiamo esaminato quasi tutti gli aspetti che coinvolgono una cucciolata e che quindi, anche per ovvi motivi di saturazione dei lettori, possiamo fermarci qui.
L’allevatore della vostra cagna e il veterinario, ovviamente, saranno i migliori referenti per rispondere ad eventuali dubbi e quesiti che non avessero trovato risposte in questa serie di articoli.
L’ultima cosa che vorrei dire, però, riguarda ancora lo sviluppo psichico dei cuccioli: che è importante quanto, se non più ancora, di quello fisico (anche perché ad eventuali carenze fisiche è quasi sempre più facile rimediare), ma che spesso viene sottovalutato dall’allevatore neofita.
Tra i fattori che personalmente ritengo indispensabili ad un corretto sviluppo della psiche dei cuccioli ce ne sono alcuni più importanti di altri: il più importante di tutti è il fatto che i cuccioli rimangano abbastanza a lungo con la famiglia di origine (per scoprire cosa succede in caso contrario, potete leggere questo articolo …e magari farlo leggere agli aspiranti adottanti dei cuccioli, se cominciano a rompere perché lo vogliono “subito”). Quasi altrettanto importante, dal mio punto di vista, è che la famiglia di origine sia una famiglia completa, ovvero che comprenda madre, fratellini e PADRE.
Il che, purtroppo, avviene sempre in natura ma quasi mai nella società umana, dove il cane maschio viene considerato come un “fornitore casuale di sperma” e, una volta assolto questo compito, viene completamente dimenticato.
La mia personale esperienza (ma non solo) mi dice invece che la presenza del padre ha un funzione importantissima, quasi vitale nello sviluppo dei cuccioli e che la stragrande maggioranza dei problemi comportamentali degli adulti (soprattutto quelli di rapporto intraspecifico, ovvero di cani aggressivi con i loro simili) si sarebbe potuta evitare – o almeno limitare di molto – se la cucciolata fosse stata educata anche dal padre e non solo dalla madre. E’ proprio il padre, infatti, ad insegnare ai cuccioli le basi di quello che io chiamo “galateo canino”, senza le quali i rapporti tra cani sono sempre problematici e a volte di difficilissima risoluzione.
E’ chiaro che non sarà sempre possibile avere a disposizione il “vero” padre della cucciolata per fargli svolgere il suo compito educativo (specie se magari vive a duemila chilometri di distanza)…ma c’è una bella notizia: non è assolutamente importante che si tratti del padre biologico! Qualsiasi maschio adulto, purchè equilbrato, può svolgere efficacemente questo incarico (tutti i miei cuccioli di husky, per esempio, sono stati educati dallo stesso cane, che era un pastore tedesco): però è davvero MOLTO importante che la figura paterna ci sia.


da Ti presento il cane

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